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Isola dei conigli di Porto Cesareo

 

Tra le isole salentine più conosciute e amate sicuramente troviamo l’Isola dei Conigli a Porto Cesareo, anche chiamata Isola Grande, viste le sue dimensioni rispetto alle altre isole dell’arcipelago.

 

Il tratto di mare compreso tra Porto Cesareo e Torre Chianca è costellato da isolotti e scogli affioranti. Fra le isole la più famosa è certamente l’Isola dei Conigli.

Il nome è una conseguenza di un’usanza ormai svanita: negli anni ‘50 fu avviato, e successivamente abbandonato, un allevamento di conigli allo stato selvatico. L’iniziativa non fu una novità in quanto, tra la prima e la seconda guerra mondiale, vi fu anche quello delle capre, naturale riserva di carne per le poche famiglie residenti.

É necessario tuttavia specificare che il nome ufficiale, tutt’ora riportato sulle carte nautiche, è quello di Isola Grande, date le maggiori dimensioni dell’isola rispetto alle altre che compongono il piccolo ‘arcipelago’.
Si estende per circa 12 ettari, ma è stretta e ramificata. I suoi rami delimitano tre ampi seni, due dei quali si aprono verso la terraferma, mentre uno si affaccia sul mare aperto. 

Numerose testimonianze spiegano come in passato questo territorio a ridosso del porto, venisse utilizzato come scalo intermedio per lo scambio di merci artigianali, come anfore, vasi ed ancore. A conferma di ciò ci sono numerosi ritrovamenti di materiali, cocci, frammenti, marmi, che fanno pensare esattamente che qui avvenisse parte degli scambi commerciali che si concludevano poi presso il porto o a riva.

Attualmente la funzione dell’isola è naturalmente mutata in una delle principali attrattive turistiche salentine per via del fantastico mare. Difatti, raggiungere L’Isola dei Conigli è decisamente semplice: lungo la riva sono messe a disposizione numerose imbarcazioni di pescatori o privati che traghettano gli interessati per pochi euro. I più sportivi possono anche percorrere a nuoto il tragitto, approfittando del fatto che per gran parte della lunghezza del percorso è possibile fermarsi, appiedare e rifiatare.

L’isola accoglie oltre 200 specie vegetali e una associazione unica in Puglia, tra Limonium japigicum, Salicornia fruticosa e Inula ertithmoides. 

L’Isola dei Conigli rientra, infatti, nell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, di cui rappresenta uno dei gioielli più preziosi, anche grazie alla splendida spiaggetta presente. E se stare distesi al sole non basta, il mare è lì, a pochi metri. L’acqua è limpida, il contesto naturale è tra i migliori e anche i fondali sono lì pronti per essere esplorati e ammirati. Un motivo in più per farsi ammaliare dal fascino dell’isola!

L’estremità a Sud Est dell’isola è detta “lu campu” e il suo margine esterno, verso il mare aperto, è chiamato dai pescatori “la punta ti li crape” (lo sperone delle capre), giacché questa parte dell’isola veniva utilizzata per il pascolo di tali bestie. Spesso esse raggiungevano il lembo più prossimo alla terraferma e lanciavano i loro mesti belati, preannunciando l’arrivo di una tempesta o di una pioggia torrenziale. 

Sul braccio roccioso e spoglio dell’isola spiccano alcuni massi, probabilmente dislocati dalla furia del mare più burrascoso. Uno di questi è la “pietra dei cento ducati”, così chiamata da quando, nel ‘700, alcuni pescatori furono protagonisti di una pesca ricchissima (da cui ricavarono per l’appunto cento ducati) proprio in direzione di quel punto.

Proseguendo verso la base di questo ramo dell’isola, si giunge all’unica insenatura rivolta verso il mare aperto, “lu puertu pignatu”, così detto a causa della grande quantità di frammenti di terracotta sparsi sul fondale. Sul margine Nord di questa insenatura incantevole è visibile lo scavo, direttamente nella roccia, di una tomba di epoca imprecisata. 

Il ramo di isola che si protende verso Nord Ovest è detto “Chianca d’Abramo” ed accoglie un boschetto di pini di Aleppo.

Sul lato che guarda Porto Cesareo è presente una prima insenatura (lu furnieddhu), dove è posizionato un trullo fatto di pietra a secco, restaurato di recente. Il ramo di isola che si protende verso l’abitato è detto “la ‘mpresa”, forse a ricordo di qualche impresa memorabile di alcuni pescatori.

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